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Il Direttore del Personale

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Deve saper valorizzare e stimolare le peculiarità
delle persone in modo da ottenere il meglio
per loro stesse e per l'azienda.


Il direttore del personale, presidiando e garantendo l'insieme del capitale di conoscenze indispensabili alle aziende per il "successo" economico, sta diventando sempre più importante per la strategia delle imprese.

"Patrimonio di conoscenze di cui sono depositarie le persone che", spiega Mario D'Ambrosio, presidente dell'Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP), "a differenza delle macchine e delle risorse finanziarie, sono dotate di una propria individualità e personalità. E quindi molto più difficili da governare. Il compito
del direttore del Personale è proprio quello di valorizzare e stimolare le peculiarità di ogni individuo in modo da ottenere i migliori risultati possibili non solo per lui stesso ma anche per l'azienda. Si potrebbe quasi definire una combinazione alchemica".

"Non c'è dubbio", aggiunge D'Ambrosio, "che il direttore del personale si occupa della componente dell'organizzazione aziendale più preziosa e delicata".
Rientrano nelle funzioni tradizionali di un direttore del personale l'organizzazione, il reclutamento e la selezione, la formazione e lo sviluppo, le relazioni con i sindacati. Ma si occupa anche dell'aspetto amministrativo e retributivo.

"Da sottolineare sono comunque le competenze 'soft'", spiega il presidente dell'AIDP, "che stanno diventando sempre più importanti per la gestione delle persone, e cioè la comunicazione, la motivazione e l'attenzione al benessere della vita lavorativa che si individua nella sicurezza sul luogo di lavoro, nella serenità del clima aziendale e nell'attenzione all'equilibrio della vita personale e lavorativa delle persone".

Per quanto riguarda la preparazione necessaria per esercitare questa professione, che sta diventando sempre più sofisticata e strategica, è opportuna una laurea o di tipo tradizionale (giurisprudenza, economia e commercio, scienze politiche, lettere) o più "nuova" come sociologia o psicologia del lavoro.

Preparazione che è comunque necessario completare con un master in management delle risorse umane o, comunque, con corsi specializzati.
"In realtà, anche per le prospettive occupazionali, si può parlare di percorso in quanto si comincia da una delle varie funzioni citate, selezione, formazione ecc.", conclude D'Ambrosio, "per poi capitalizzare ulteriori esperienze trasversali, sia interne sia esterne alla propria funzione, in modo da costruire le giuste capacità e l'esperienza necessaria per arrivare al vertice della professione. In ogni caso, questa figura è ormai praticamente presente in tutte le aziende con più di 200 dipendenti ed è sicuramente una professione in crescita".

Paola Lalli

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